La storia dei cantieri

  • 1960

    Corre l’anno della Dolce Vita: l’omonima pellicola del grande Federico Fellini fa capolino nelle sale cinematografiche e dà il via ad un immaginario collettivo che avrebbe trasformato quel periodo scintillante negli indimenticabili Favolosi Sessanta. Il mondo ruota attorno al «bon vivre», ai vizi e alle virtù delle star del grande schermo, al lusso e allo spettacolo. Proprio sotto questa fortunata stella, inizia la sua attività Bellini Nautica,fondata da Battista Bellini. Il cantiere, incastonato come un gioiello in un’antica filanda sulle rive del Lago d’Iseo, comincia la produzione di pregiati motoscafi in mogano e in cedro, realizzati artigianalmente da veri maestri d’ascia. È così che il fascino delle imbarcazioni di lusso salpa dalla minuscola Clusane, arrivando ben presto alle sfavillanti luci dei grandi saloni nautici: Genova, Parigi, Zurigo, Amburgo e Milano. I modelli di maggior successo – Condor, Jonic, Atlantic, Atlantic Super, Astor, ed Iseo – sono ancora oggi delle chicche per collezionisti, custodite gelosamente come opere d’arte.

  • 1974

    In seguito alla lunga malattia e alla morte di Battista, il figlio Romano Bellini prende in mano il timone dell’azienda – ormai un’affermata realtà con oltre 30 dipendenti – e vira la rotta verso il rimessaggio, abbandonando definitivamente la costruzione di imbarcazioni in legno. Una scelta mirata, dovuta all’ingresso sul mercato navale della vetroresina, e strategica, che negli anni si è rivelata lungimirante e assolutamente vincente. Nei primi anni Ottanta, Bellini Nautica alza l’asticella verso un target di clientela ancora più alto, offrendo una gamma di servizi sempre più meticolosi ed esclusivi. Ogni lavoro è eseguito a regola d’arte, prestando estrema attenzione a qualsiasi dettaglio: ogni qualvolta una barca viene messa in acqua, è poi tolta in giornata, pulita, asciugata e coperta.

  • 1982

    Nella placida Clusane, località baciata dalle acque del Lago d’Iseo, ha inizio un’entusiasmante rivoluzione.Bellini Nautica continua a crescere, trascinata dall’indomabile spirito imprenditoriale di Romano, che in quell’anno decide di dare inizio alla costruzione del nuovo porto, il primo sul Lago d’Iseo. Come sempre quando si parla di Bellini, niente rientra nel già visto o nell’ordinario: ormai lontani i tempi della Dolce Vita, l’ambizione è realizzare un porto per il rimessaggio all’avanguardia, con tanto di scogliera frangionde. Centinaia di camion carichi di enormi massi raggiungono il cantiere, durante febbrili ed eccitanti mesi di lavoro e progettazione. L’opera è portata a termine con successo: ora il porto è protetto dai venti e soprattutto è pronto ad affrontarela temutissima «Sarneghera», un violento temporale che ogni anno sorge dal paese di Sarnico, a cui deve il nome, e si abbatte verso Iseo, per poi accanirsi sulla vicina Franciacorta. Grazie alla nuova barriera del porto, niente fa più paura e Bellini Nautica inizia a proporre ai suoi clienti il rimessaggio estivo, prima di allora impensabile.

  • 1989

    La richiesta dei posti barca ha un’incredibile impennata, grazie alle mosse vincenti giocate sulla scacchiera degli anni precedenti. Proprio per questo, Romano Bellini sceglie di proseguire indomito sulla strada degli investimenti e decide di puntare su un altro cavallo vincente: un capannone nuovo fiammante per ampliare lo spazio dedicato al rimessaggio delle imbarcazioni. La nuova sfida è lanciata: dare il via alla creazione di un edificio unico, architettonicamente studiato per accogliere con efficienza e funzionalità il maggior numero di barche possibile. Ben presto viene tagliato il nastro inaugurale: il capannone, unico nel suo genere, presenta doppie mensole, nessun pilastro ingombrante ed è dotato di un carroponte da dieci tonnellate, che all’epoca nessun altro cantiere di rimessaggio poteva vantare. Si continuava a navigare nella scia della crescita, verso una nuova Dolce Vita.

  • 1996

    Dopo diciotto anni di partnership con il marchio Tullio Abbate, ecco la svolta: Bellini Nautica decide di passare ad una nuova partnership con Cranchiprestigioso brand del sailing, a cui ambiva da anni. Dopo alcuni mesi di assestamento, in cui l’azienda si allinea con la mentalità industriale di Cranchi mantenendo però il proprio prezioso know-how artigianale, le vendite decollano. Romano Bellini in quegli anni si occupa in prima persona del coordinamento dei lavori delle barche in rimessaggio, segue le vendite in showroom e cura tutte le fasi di restaurazione dei motoscafi Riva in legno, sua grande passione, che da qualche anno completano gli straordinari servizi del cantiere. Bellini Nautica è la prima azienda ad installare, nel 1998, una cabina di verniciatura addetta alla finitura delle imbarcazioni Riva.

  • 2000

    L’esponenziale aumento dei clienti e i ritmi intensi di lavoro spingono Romano a cercare un collaboratore fidato, a cui demandare tutta la parte del restauro dei motoscafi in legno Riva. La scelta ricade sul suo più grande e leale concorrente, Ugo Colleoni, forte di più di 25 anni di esperienza nel settore nautico. Con lui fonda una società attiva ancora oggi, che si colloca tra i più prestigiosi e capaci restauratori di motoscafi d’epoca e non solo. Il sodalizio professionale di due autentici «Riva craft lovers», al servizio delle “Rolls-Royce del mare”.

  • 2001

    È l’anno di un incontro fortunato, forse scritto in un destino da sempre legato all’intramontabile allure di un universo eccezionale. Romano Bellini conosce il dott. Norberto Ferretti, fondatore della più grande holding italiana della cantieristica navale, proprietaria anche del marchio Riva. Tra i due scatta subito un cordiale rapporto di grande stima, tanto che dopo pochi mesi provano a lanciarsi spalla a spalla in una nuova sfida:verniciare i nuovi modelli Riva in vetroresina con colori metallizzati. Per Bellini Nautica si tratta di un mondo inesplorato ma, come sempre, Romano non si lascia intimorire e gioca tutti i suoi assi nella manica. La prima barca viene verniciata per ben tre volte prima di ottenere un risultato discreto, ma nessuno si tira indietro: c’è un’impresa da portare a termine. Con tenacia e determinazione, Bellini Nautica centra nel segno e diventaverniciatore in esclusiva per il Gruppo Ferretti, in particolare per i meravigliosi capolavori Riva.

  • 2003

    Lo spazio, ancora una volta, comincia a non bastare più: Bellini Nautica pensa ad una nuova espansione. Scatta la decisione di costruire un nuovo capannone, di ben 2.000 metri quadrati, a pochi passi dalla sede storica. E Romano, imperterrito, punta di nuovo a lasciare i suoi clienti a bocca aperta: installa all’interno del nuovo cantiere una grande piscina incassata, depurata e illuminata, adibita alle prove motori, alle linee di galleggiamento, ai tagliandi, agli invernamenti e svernamenti. Il carroponte, stavolta da sedici tonnellate, permette di effettuare il rimessaggio anche degli yacht più importanti. I clienti accolgono le innovazioni con contagioso entusiasmo: esiste davvero qualcuno capace di amare le loro barche più di quanto facciano loro stessi.

  • 2010

    Dopo aver brillantemente terminato i suoi studi all’Università Bocconi, fa il suo ingresso in azienda Battista, il maggiore dei figli di Romano. Con lui il giovane porta una sferzata di novità e voglia di rimettersi in gioco: l’azienda preme sull’acceleratore e progetta nuovi importanti investimenti. È la volta del nuovo porto, molto più grande e funzionale del precedente e realizzato in un’ottica di risparmio energetico e basso impatto ambientale. La realizzazione riscuote l’approvazione dei clienti e delle amministrazioni comunali della zona. Oggi il porto, totalmente galleggiante, può ospitare fino a 100 imbarcazioni, dai 6 ai 20 metri di lunghezza, e ogni posto barca è munito di energia elettrica e acqua. Inoltre, coerentemente con il percorso ecosostenibile intrapreso, Bellini Nautica installa sul tetto del capannone un impianto fotovoltaico da 100Kw. Infine, anche l’aspetto della sede viene rinnovato, rivestendo le facciate con pannelli di design effetto-legno, creando l’illusione ottica di una grande nave in avvicinamento e ricordando sempre più i motoscafi Riva e la Dolce Vita.

Scopri una collezione storica unica al mondo di barche Riva d’Epoca

Riva Collection significa eccellenza e stile. Proprio per questo, avere un motoscafo Riva vuol dire fare proprio un pezzo di storia della nautica, solcare le acque con la consapevolezza di navigare su un gioiello del sailing a livello mondiale.
Da sempre appassionato di Riva d’epoca e affascinato dalle sue creazioni, Romano Bellini ha dato vita ad una collezione unica al mondo.

Acquistando e restaurando modelli d’epoca, oggi rarissimi e preziosi, ha contribuito a diffondere il prestigio di Riva con orgoglio, tramandando la sua storia e preservando la memoria di periodi gloriosi e indimenticati.

Per condividere la sua passione e renderla fruibile al maggior numero di persone possibile, Romano Bellini ha trasformato la sua collezione privata Riva Collection in un’esposizione aperta a tutti. Visitarlo è come rivivere i brividi di un brillante passato, facendo rotta verso la Bella Vita e i favolosi anni a seguire.

Visita la collezione