La storia del marchio Riva

  • 1842

    Le origini: la nascita del cantiere Riva

    Tutto ebbe inizio a Laglio, sul Lago di Como. Fu qui che nel 1842 arrivò un pescatore di Sarnico, che rimase affascinato dalla maestria con cui il giovane Pietro Riva riparò la sua barca. Gli propose di trasferirsi con lui sul Lago d’Iseo, per sistemare due barche danneggiate dalla piena del fiume Oglio. Fu qui che il giovane Riva si rivelò un impareggiabile maestro d’ascia e diede il via alla sua attività: è qui che inizia la storia del marchio Riva.

    Dieci anni più tardi Pietro sposò Lucrezia Taroni e ebbe cinque figli, tra cui Ernesto, che ben presto seguì le orme paterne. Sarà lui a dare la svolta all’azienda di famiglia, intuendo che il motore sarebbe stato il futuro delle imbarcazioni. L’attività aumentò rapidamente, decretando un notevole ampliamento del cantiere.

    Nel 1881 Ernesto Riva sposò Carolina Malighetti, dalla quale ebbe sei figli. Nel frattempo gli venne commissionato il primo battello a motore: fu un successo, al punto che decise di costruirne uno in proprio. Con questa imbarcazione, che chiamò Sarnico, propose le prime escursioni turistiche sul lago. In particolare la gita a Montisola, la più grande isola lacuale d’Europa, che prevedeva all’ora di pranzo uno scalo al cantiere, dove sorse la trattoria gestita dalla signora Riva.

    Fonte: Riva170.com

  • 1920

    Serafino Riva e l’evoluzione della tecnica

    Nel 1907 Ernesto Riva perse la vita nel crollo di un ponteggio di legno predisposto per il varo di una grande imbarcazione. Nonostante la tragedia che colpì la famiglia, il cantiere riprese subito l’attività sotto la guida del figlio Serafino, il terzogenito.

    Consapevole dei cambiamenti in atto, Serafino scelse di dedicarsi alla costruzione di barche da diporto, sfruttando la disponibilità di piccoli motori entrobordo, inventati in Europa verso la fine dell’Ottocento, e di motori fuoribordo, fabbricati negli Stati Uniti ai primi del Novecento. Il mondo della nautica fu rivoluzionato. Con grande spirito d’innovazione, Serafino si cimentò nella realizzazione di scafi dedicati allo sport della motonautica, molto in voga dopo la fine della guerra. Affidando le sue imbarcazioni ai piloti più rinomati, Serafino consacrò il nome di Riva, grazie alle insuperabili prestazioni dei suoi motoscafi. Le gare di velocita diventarono un importante strumento di promozione del cantiere anche al di fuori del Lago d’Iseo.

    Nel 1928 Riva partecipò al Primo Salone della Motonautica a Milano, dove riscosse un consenso clamoroso.

    Fonte: Riva170.com

  • 1930-1940

    Le grandi corse e i primi runabout

    Le manifestazioni sportive e le riunioni motonautiche degli anni ‘20 proseguirono anche nel decennio successivo, galvanizzate dal governo fascista a scopo propagandistico. Erano gli anni del binomio Serafino Riva e Giuseppe Guerini, grandi motonauti, amici a terra ma rivali sull’acqua.
    Entrambi partecipavano alle gare a bordo di scafi Riva, con motori fuoribordo della stessa marca. Le loro avvincenti sfide occupavano le cronache sportive dei primi anni ‘30.
    Gli scafi Riva erano ormai immancabili a tutti gli eventi del settore della motonautica fino al 1939, quando in Italia venne sospesa questa attività.

    Nel 1935 il pilota Metello Rossi di Montelera divenne campione italiano, cavalcando le onde a bordo del Ronzino (BPM-Riva), un racer di 1500 cc. Due anni più tardi, Serafino Riva espose l’entrobordo da corsa al Salone della Nautica di Milano.

    A metà degli anni ‘30 ebbe inizio la fabbricazione dei primi runabout in mogano, che divennero presto i più famosi del mondo. Con la seconda guerra mondiale la produzione del cantiere si ridusse, senza però mai subire interruzioni.

    Nel 1946 venne alla luce la prima «spider del mare», il motoscafo sportivo che diventerà famoso con il nome di il Corsaro.

    Fonte: Riva170.com

  • 1950

    Esordisce la produzione in serie

    Nel 1950, furono fabbricati il primo Ariston, un entrobordo di 6,24 metri; il primo Scoiattolo, fuoribordo sportivo di 4,12 metri; e il primo Tritone, entrobordo bimotore con una cabina sottocoperta, lungo 7,60 metri. La svolta ebbe luogo nel 1951: si realizzò il sogno di Carlo Riva di costruire in serie il Sebino, entrobordo di 4,93 metri, ottimizzando notevolmente i costi di produzione.

    Sempre nel 1951, Gigi Figoli inaugurò la prima Scuola Italiana di Sci Nautico, fondata da Gianni Fustinoni a Santa Margherita Ligure. Lo sport si diffuse rapidamente e divenne uno dei passatempi più in voga nelle località balneari alla moda del Mediterraneo. I motoscafi Riva si rivelarono protagonisti anche di questa lunga stagione. In particolar modo, il Florida n.7, conosciuto anche come il Barracuda, fu acquistato dal Grand Hotel Miramare di Santa Margherita e venne dotato di una motorizzazione più potente (Chris Craft 158 Hp) per poter essere impiegato per lo sci d’acqua.

    Nel 1954 Riva conquistò lo star system internazionale: ebbe inizio una stagione leggendaria, che continua anche ai nostri giorni. I divi del cinema e i protagonisti della mondanità, le star e le teste coronate, i playboy e i campioni sportivi: tutti possedevano un Riva. Gli scafi del Sebino divennero dei status symbol, insostituibili in tutte le località marine più alla moda dell’epoca.

    Fonte: Riva170.com

  • 1962

    Nasce l’Aquarama

    Fin dalla sua presentazione al terzo Salone della Nautica di Milano, l’Aquarama divenne il simbolo per eccellenza dei cantieri Riva e della Dolce Vita. Un portento di design, stile, tecnologia, che ancora oggi è una leggenda indiscussa. Il primo a collaudarla fu Giovanni Agnelli, presidente della Fiat, che rimase sbalordito.

    Il nome del motoscafo si ispirava ai «cinerama», i grandi schermi cinematografici americani. Persino lo slogan di presentazione riassumeva tutto il magico mondo che lo circonda: «Sole, mare, gioia di vivere!». Il prezzo al pubblico era di 10 milioni e 800mila lire.

    Fonte: Riva170.com

  • 1966

    La bomba dei giovani

    Profetico fu lo slogan coniato da Mario Poltronieri, brillante commentatore sportivo della Rai. Non appena vide il motoscafo Junior esclamò: «La bomba dei giovani!». Infatti, era proprio a loro che lo scafo era destinato: ai figli di chi già possedeva un Aquarama.

    Concepito sia per la pesca che per lo sci nautico, il Riva Junior incontrò grande successo anche come tender di grossi yacht. Si trattò del primo Riva con murate verniciate.

    Nel 1972 verrà sostituito dal Rudy, molto simile ma realizzato in vetroresina.

    Fonte: Riva170.com

  • 1967

    Les Italiens en Côte d’Azur

    L’estate di quell’anno segnò per sempre il mito degli italiani a Saint Tropez. Ammirati, invidiati e corteggiati, i paladini della Dolce Vita nostrana fecero sfoggio del loro lussuoso stile di vita, solcando le acque a bordo dei loro motoscafi Riva. Inseguiti ovunque dai paparazzi, i leoni delle notti francesi si destreggiavano tra scorribande, bellezze al bagno, ricchi ereditieri, star del cinema e allegre bevute, tutto all’insegna della bella vita.

    «Bastavano poche ore di sonno, poi si ricominciava sempre daccapo. E all’ormeggio c’era sempre un Riva pronto ad accoglierci», ricorda Gigi Rizzi, icona di quegli anni.

    Fonte: Riva170.com

  • 1970

    Dalla tradizione alla vetroresina

    Nel 1970 nacquero i primi due modelli Riva in vetroresina: il day cruiser Bahia Mar 20’ e il cabinato Sport Fisherman 25’. Da qui prese il via una stagione di transizione, in cui vecchi e nuovi modelli convivevano fianco a fianco, portando avanti i valori Riva e la sua tradizione.
    Nel 1971 Carlo Riva, si dimise dalle cariche di presidente e direttore generale, lasciando il suo posto a Gino Gervasoni, suo partner dal 1950.

    È datata 1972 la straordinaria impresa del Super Aquarama Zoom, che riportò il nome Riva a risuonare al vertice delle competizioni sportive, da cui mancava da parecchi anni. Lo scafo si aggiudicò la categoria runabout e fu secondo in assoluto nella più lunga e massacrante gara motonautica d’alto mare del mondo. Dal 10 al 24 giugno 1972, il Super Aquarama percorse le 14 tappe, da Londra a Montecarlo, alla media di 32 nodi, lungo un percorso di 2.700 miglia.

    Nel 1977 fece scandalo il calendario della John Player, subito esaurito: le fotografie ritraevano modelle nude che posavano su barche Riva, tra cui il Riva 2000, un day cruiser in vetroresina che venne prodotto dal 1975 al 1981 in soli 54 esemplari. Sempre in quegli anni videro la luce il St. Tropez e il Bravo.

    Fonte: Riva170.com

Scopri una collezione storica unica al mondo di barche Riva d’Epoca

Riva Collection significa eccellenza e stile. Proprio per questo, avere un motoscafo Riva vuol dire fare proprio un pezzo di storia della nautica, solcare le acque con la consapevolezza di navigare su un gioiello del sailing a livello mondiale.
Da sempre appassionato di Riva d’epoca e affascinato dalle sue creazioni, Romano Bellini ha dato vita ad una collezione unica al mondo.

Acquistando e restaurando modelli d’epoca, oggi rarissimi e preziosi, ha contribuito a diffondere il prestigio di Riva con orgoglio, tramandando la sua storia e preservando la memoria di periodi gloriosi e indimenticati.

Per condividere la sua passione e renderla fruibile al maggior numero di persone possibile, Romano Bellini ha trasformato la sua collezione privata Riva Collection in un’esposizione aperta a tutti. Visitarlo è come rivivere i brividi di un brillante passato, facendo rotta verso la Bella Vita e i favolosi anni a seguire.

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